I 6 rischi zonali da valutare
Sul nostro sito elenchiamo 6 tipologie di rischio alle quali, secondo la nostra opinione, è necessario prestare attenzione in base soprattutto alle zone di residenza. E’ opportuno ricordare nuovamente che nessuno è in grado con certezza di affermare se accadrà qualcosa, cosa accadrà, dove accadrà e quando accadrà.
Nessuno può affermarlo così come nessuno può affermare il contrario (speriamo di averlo chiarito una volta per tutte…). La nostra attenzione quindi verte sostanzialmente sulla prevenzione.
Ognuno ha le proprie opinioni che verranno verificate da qui a breve.
Detto questo, per coloro come noi che credono in un’elevata possibilità di Cambiamento Epocale, è necessario fare una valutazione dei rischi più credibili ai quali si potrebbe essere esposti. Nelle nostre ricerche abbiamo valutato 6 tipologie principali di rischio, anche se è necessario dire che ne esistono altri meno verificabili, come per esempio l’impatto con un asteroide (anche se non diamo molto credito a questa possibilità) e altri ancora che valgono per ogni regione della nazione nella quale si abita (per esempio una glaciazione). Se per il primo non è possibile pensare di fare prevenzione, per il secondo la prevenzione è opportuna e, a nostro avviso, da prendere in considerazione Non dimentichiamoci che l’ultima glaciazione in Europa risale a circa 12.000 anni fa e i geologi sostengono che periodicamente processi di questo genere avvengono naturalmente sul nostro pianeta.
I 6 rischi che abbiamo preso in considerazione riguardano soprattutto le zone di residenza. Tali rischi possono differire notevolmente da una regione all’altra e da un Cantone all’altro.
Vediamoli dunque.
Rischio sismico: parecchie regioni d’Italia e parti della Svizzera sono sottoposte a rischi di questo tipo, ma tra essi ci sono varianti significative. In Italia per esempio ci sono regioni calcolate a rischio 100 (es la Calabria) ed altre calcolate a rischio zero (es la Sardegna). In tutto questo la Dexia avverte che, sempre l’Italia, presenta il 46% di scuole a rischio terremoto, mentre per lo stesso rischio, gli ospedali sono al 41%. Per un approfondimento su questi argomenti vi rimandiamo a http://www.butterfly2012.eu/articoli.php
Rischio morfologico e idromorfologico: si cerca di individuare quelle zone che sono a rischio di frane e alluvioni, o dove la conformazione delle rocce non garantisce una certa sicurezza. In Italia il Ministero dell’Ambiente per la difesa del suolo, segnala le percentuali dei comuni esposti a rischio elevato e molto elevato (da 9,3% a 89,1%). Sono da considerarsi anche fiumi di una certa ampiezza e dighe.
Rischio ambientale: in questo rischio vengono considerate ad esempio le centrali nucleari o i siti di deposito delle scorie nucleari. Un’occhio viene anche dato a quelle zone dove sono presenti industrie che si ritiene possano, in qualche modo, arrecare danno all’ambiente.
Rischio vulcanologico: vale ovviamente per tutte quelle zone dove ci sono vulcani in qualche modo ancora attivi o ancora non del tutto spenti.
Rischio sociologico: tiene in considerazione la densità di popolazione della zona analizzata. Centri abitati con una densità superiore alle 6000 unità, sono, a nostro avviso, esposte a richi di questo tipo. Si sa con certezza che quando la popolazione si trova in situazioni anomale (quale potrebbe essere un prolungato black-out per esempio), quello che si scatta dentro le persone e tra le persone crea margini di preoccupazione. Credibilmente luoghi con poca densità di popolazione, dove spesso ci si conosce (quasi) tutti, è più facile trovare solidarietà che non aggressione o saccheggio. Riteniamo che questo rischio non sia da sottovalutare.
Questi sono i rischi che Butterefly 2012 considera insieme ad altri come un cambiamento climatico repentino.
Adesso prendete la vostra zona di residenza e valutatela a fronte di tutti questi rischi. Poi, se la ritenete non idonea, cercate zone dove la percentuale di tutti questi rischi sia oggettivamente bassa…. e avete fatto una buona parte del lavoro di Consulenza di Butterfly.
Va da sè che praticamente tutti questi dati sono rintracciabili in rete attraverso una ricerca minuziosa. La scelta quindi sta alle persone che ritengono ci siano margini reali di Cambiamento: o si fa personalmente una ricerca adeguata su tutti i margini rischio decidendo poi il da farsi o ci si rivolge a qualcuno che questi dati già li conosce e che fornisce le relative soluzioni (es: zone meno a rischio). In altre parole a ognuno può occorrere un problema all’automobile. Si può anche acquistare il manuale del “meccanico fai da te” e risolvere il problema. Spesa: nulla, tempo impiegato: diverso, risultato dell’intervento: variabile. Oppure mi rivolgo ad un meccanico. Spesa: modica, tempo impiegato: nullo, risultato dell’intervento: valido. Tutto qui.
Ognuno abbia le sue opinioni e ognuno decida cosa vuole fare.
